Archivio - TORNETTI

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Anno 2011 –
Il giorno 8 ottobre 2011 all'eta' di 74 anni ci ha lasciato Maria Durando, "Maria" per tutti. Figura centrale nel panorama della frazione Tornetti. sempre disponibile e pronta a venire incontro alle esigenze di tutti. Anche se durante l'estate "migrava" alla "Giurana", appena sopra i Tornetti, non faceva mai mancare la sua presenza anche all'organizzazione della tradizionale festa dell'Assunta.
LUNEDI’ 4 APRILE 2011 –  LUCIANA LITTIZZETTO GIRA UNO SPOT AI TORNETTI –  A fare la differenza rispetto a tante altre location sono state le  Rocca Moross una delle piu’ interessanti e pittoresche creste spartiacque delle Valli di Lanzo, posta tra la Val di Viù e la Val d’Ala. Una cresta rocciosa dallo sviluppo lineare di circa due chilometri e mezzo il cui profilo assomiglia alle catene alpine olomitiche. I  pubblicitari hanno scelto  Viù – e in modo particolare la zona dei Tornetti – per girare lo spot che vedremo in televisione, di una nota marca della grossa distribuzione. La troupe è salita in valle, facendo un’improvvisata anche allo stesso sindaco, Daniela Majrano che, seppure fosse stata non soltanto avvisata, ma anche incaricata di procurare ai visitatori un contatto con allevatori e artigiani in grado di fornire animali e scenografie per ambientare lo spot, è stata colta anche lei di sorpresa di fronte all’arrivo non preannunciato del cast al completo. «Questi signori avevano già fatto mesi fa diversi giri di ricognizione e gli era piaciuta la catena dei Roc Moross che, ci avevano detto, aveva un aspetto vagamente dolomitico. Si sono quindi informati sul tipo di viabilità e sull’effettiva possibilità di raggiungere la località che avrebbe avuto come sfondo questa catena di montagne». Lunedì una lunga serie di camioncini e carrelli hanno quindi raggiunto la località dei Tornetti compresa tra l’azienda agricola “Il Runch” e quella dei fratelli Dardino. Lì, Luciana Littizzetto ha dato il meglio di sé ispirata anche da quell’angolo delle Valli di Lanzo che si è guadagnato il posto d’onore nella scelta dei pubblicitari. «Ci hanno ringraziato della disponibilità, del resto, quale comune non avrebbe fatto tutto il possibile per ospitare un evento del genere? In fondo ci sarà la nostra firma sullo spot televisivo e, guardandolo, tutti noi potremo riconoscere le nostre montagne. E poi un personaggio come Luciana Littizzetto non può che portarci bene no? – dice simpaticamente Daniela Majrano che prosegue – battute a parte, la troupe è stata molto contenta di come si sono svolte le cose, della tranquillità con la quale hanno potuto lavorare. Ci era stata raccomandata massima discrezione e tutto è andato come volevano loro».
ANNO 2010 – Rifatto il tetto della Cappella della frazione Cramoletti Superiore grazie all’impegno e al contributo dei frazionisti.
ANNO 2007-2008-2009
-Nevicata record a cavallo del 2008-2009, disagi, danni, ma anche un aiuto alle sorgenti.Ovviamente “manna” per gli appassionati di sci alpinismo e ciaspole.
-Rifatto il tetto della Cappella della frazione Cramoletti grazie all’impegno e al contributo dei frazionisti.
– Una vecchia portantina ritrovata lo scorso anno in un fienile e’ stata restaurata grazie all’interessamento di un socio “milanese” dell’Associazione Amici dei Tornetti”, che gratuitamente e tramite l’aiuto di conoscenti ha provveduto a rendere nuovamente visibile questo strumento. Portantina: sorta di sedia o cabina fissata a lunghe stanghe e portata da uomini, che si usava un tempo per brevi tragitti; questo recita al punto 1 il dizionario Garzanti della Lingua Italiana. Un uso costante della portantina e’ da ricercarsi nella nascita e sviluppo della “villeggiatura” che con l’inizio del XIX° secolo, ebbe ampia diffusione nelle Valli di Lanzo e fu soprattutto Viu’ e la sua frazione Tornetti furono le prime ad essere interessata a questo nuovo tipo di sviluppo economico e successivamente anche culturale. Raggiungere i Tornetti da Torino rappresentava una sorta di vero e proprio viaggio, la strada da Torino a Lanzo venne costruita nel 1820 e a Viu’ giunse nel 1842. Le frazioni fino alla meta’ del XX° secolo erano ancora raggiungibili solo a piedi. Una villeggiatura elitaria fatta di imprenditori, nobili, professionisti che per oltre tre mesi si ritemprava nella verde conca dei Tornetti. Da Viu’ per raggiungere la frazione i “signori” usufruivano del trasporto su muli oppure, appunto, su portantina. A livello locale la portantina poteva essere usata per il trasporto di eventuali malati, infermi o in casi di infortunio
– Tra le molte iniziative di quest’estate appena trascorsa nella frazione Tornetti di Viu’, non puo’ certo passare inosservato il lavoro di ristrutturazione radicale del lavatoio della centrale piazza del “Fornichet”. Grazie alla paziente opera di un artigiano locale il lavatoio e’ ora completamente rivestito di pietra naturale ed e’ in bella mostra. Infatti oltre alla sua indubbia utilita’, anche l’occhio vuole la sua parte e quindi, abbandonato il vecchio stile “cementato”, il rivestimento nuovo si inserisce perfettamente nel contesto della frazione. D alcuni anni si cerca di rimediare ai danni passati e dopo che due anni fa l’intera mulattiera dal piazzale al centro della frazione venne completamente rifatta, ora anche il lavatoio riacquista l’antico splendore.
– Singolare lavoro di scultura alla frazione Tornetti di Viu’ eseguito da Melchiorre Chiantor. Durante l’inverno passato ha pensato di rendere nuovamente utile le radici di una vecchia pianta. Con un lavoro certosino e faticoso ha trasportato il tutto nel salone del suo ex albergo e ha riattato la grossa radice per poter essere usata in molti modi, da portavasi ad oggetto ornamentale, nella foto si vede appesa una pentola in rame,insomma secondo necessita’ e fantasia. Sul lato sinistro della foto un particolare della radice e’ stato intagliato a forma di aquila. Per poter spostare il pesante oggetto e’ stato realizzato un piccolo carrellinocon ruote fissato su quel che rimane del tronco. Le radici infatti da sempre verso il basso questa volta guardano verso l’alto.
ANNO 2006
TORNETTI DI VIU’ –  Sono continuati purtroppo in questo anno numerosi atti vandalici ai danni di abitazioni presenti in zona. Se nel dicembre 2005 erano state colpite le case isolate, nel dicembre del 2006 sono state prese di mira alcune abitazioni della frazione. Difficile definire queste azioni come furti o tentativi di furto, in quanto pare proprio un pesante atto vandalico che non la reale necessita’ di rubare qualcosa.
ANNO 2005
VIU’ – Tradizionale appuntamento sabato 24 settembre al Colle della Cialmetta per la “festa di San Michele”. Nella ristrutturata struttura del Colle una grande e positiva novita': gli Alpini di Traves, Pugnetto, Mezzenile e Viu’, non paghi per l’enorme lavoro di ristrutturazione della cappella, da quest’anno hanno realizzato anche un conduttura di acqua. Oltre 3 chilometri di scavo eseguito a mano, senza impatto ambientale, che ha permesso di realizzare la fontana.
TORNETTI DI VIU’ – Un alpeggio seriamente danneggiato ed una stalla completamente distrutta e’ il bilancio di una frana di roccia di oltre 250 metri cubi che ha interessato le Rocce di Mouruss nel Vallone dei Tornetti sopra a Viu’. Nei giorni il 19 e 20 marzo l’evento franoso verificatosi di notte ha danneggiato l’alpeggio detto “Alpe del Barone” a circa 1700 metri di quota. Fortunatamente, visto il periodo, era completamente disabitato. La frana, che si presenta evidente lungo la parete della parte piu’ alta delle Rocce di Mouruss si e’ staccata quasi dalla cima e dopo essere precipitata per oltre cento metri la roccia si e’ frammentata in diversi blocchi che hanno dapprima distrutto una stalla e l’abbeveratoio e nella folle discesa verso valle un blocco ha centrato in pieno l’abitazione dell’alpeggio. Infatti quasi centralmente all’edificio il blocco ha distrutto il tetto di copertura e si e’ fermato in centro alla stanza. Le uniche cose rimaste utilizzabili sono una stalla posta da un lato e un forno camino posto sul lato opposto. La frana ha lasciato dei profondi solchi sul terreno segno di una violenza e potenza notevole. Le rocce di Mouruss, con le caratteristiche pareti verticali solcate da canaloni formano un bellissima cresta a somiglianza delle pareti dolomitiche.
ANNO 2003
MEZZENILE – VIU’ – Un folto numero di persone e una splendida giornata di sole hanno reso nuovamente piacevole l’appuntamento annuale al Colle della Cialmetta, sabato 20 settembre, in occasione della festa in onore di San Michele. Come sempre l’ottima organizzazione degli Alpini ha permesso di trascorrere la giornata sui 1300 metri del valico che mette in comunicazione Viu’ con il resto delle Valli di Lanzo, oltre alla presenza dei sindaci di Mezzenile e Viu’. Dopo la messa e’ stata scoperta una targa ricordo per i gruppi Ana locali, per l’impegno e l’enorme lavoro svolto da questi alpini nel ricostruire e rendere nuovamente agibile la cappella del colle con gli annessi due locali che possono essere sfruttati come ricoveri d’emergenza in caso di maltempo. Il colle della Cialmetta, (dominato dalla vetta delll’Uja di Calcante, ottimo punto panoramico per ammirare le Valli e la pianura torinese) che si raggiunge a piedi da diversi itinerari da Viu’ e Mezzenile, per secoli e’ stato un crocevia importante per le comunicazione delle valli. Questa festa annuale ha proprio lo scopo di ritrovarsi almeno per un giorno.
TORNETTI – Taglio del nastro sabato 2 agosto alla frazione Tornetti di Viu’ per l’inaugurazione ufficiale della mulattiera che dal parcheggio porta nel centro della frazione alla piazza del “Furmiche’”. L’Associazione “Amici dei Tornetti” con il supporto del Comune di Viu’, hanno finanziato l’acquisto del materiale. Lla realizzazione e’ stata eseguita per opera di volontari della frazione e non. Un’opera riuscita con una nuova sistemazione in pietra che rende piu’ comodo l’accesso al cuore della frazione dalla “porta principale”.
TORINO – La montagna è paesaggio, sia esso naturale o modificato da generazioni di operosi montanari. Il paesaggio è patrimonio della collettività, testimonianza della storia di una comunità. L’interrogativo è: “Come valorizzare questa risorsa con l’obiettivo dello sviluppo socio economico sostenibile dei territori montani?”. Per cercare di dare una prima, concreta risposta a questo interrogativo, si e’ tenuto un convegno nelle settimane scorse, organizzato dalla Regione Piemonte, presso il Centro Incontri di Corso Stati Uniti 23, al quale hanno partecipato oltre 400 tra architetti, ingegneri, geometri, tecnici comunali ed amministratori locali piemontesi. Ad introdurre i lavori, l’Assessore regionale alla montagna e beni ambientali, Roberto Vaglio che – ha sottolineato – “Le scelte che caratterizzano l’architettura sono essenziali per lo sviluppo dell’ambiente in cui vengono realizzate e per questo spesso risultano controverse. In Piemonte sono numerose le testimonianze di architettura alpina di elevata qualità. Trovare delle risposte è quanto mai urgente per la nostra Regione che sta investendo molte risorse nel settore turistico e che nei prossimi anni sarà teatro di importanti eventi internazionali, in primis le Olimpiadi del 2006, il cui successo dipenderà in larga misura dalle sensibilità e dall’attenzione che sapremo dimostrare a questi temi. Il convegno si pone proprio l’obiettivo di approfondire gli scenari attuali con il contributo di tutti i soggetti interessati – a partire dal Politecnico di Torino, ai professionisti, agli amministratori pubblici – di illustrare alcune proposte e di individuare, anche attraverso il confronto con esperienze di altre regioni alpine, alcune soluzioni possibili”. Su modo in cui l’architettura possa essere occasione per coniugare le esigenze di sviluppo e di valorizzazione del territorio sono intervenuti Roberto Gambino, Professore Ordinario di Urbanistica del Politecnico di Torino, e gli Architetti Thomas Demetz , dell’Ufficio coordinamento territoriale della Provincia Autonoma di Bolzano e Marco Büchler della Sezione pianificazione urbanistica dell’Amministrazione del Cantone Ticino, i quali hanno illustrato realtà e tendenze del loro territorio. Durante il convegno, l’Arch. Franco Ferrero, direttore dell’Urbanistica della Regione Piemonte e l’Arch. Margherita Bianco, dirigente del Settore Gestione Beni ambientali, hanno poi presentato il manuale di “Criteri e indirizzi per la tutela del paesaggio .Infine, l’Architetto Cristiana Sertorio Lombardi, membro della Commissione per la Tutela e la valorizzazione dei Beni culturali ed ambientali, ha presentato ufficialmente il primo concorso regionale riservato ai professionisti – architetti, ingegneri e geometri – che hanno operato in Piemonte nella realizzazione di opere di architettura montana completate tra il 1° gennaio 1995 e il 31 dicembre 2002, la cui premiazione avverrà ad ottobre in occasione del prossimo Salone Europeo della Montagna, in premio un contributo di 2.500 Euro. Info al sito della Regione: Ambientali della Regione Piemonte al seguente indirizzo: www.regione.piemonte.it/montagna/.
TORINO– Ricordare gli antichi mestieri delle valli alpine prima che sia troppo tardi, anche se purtroppo per molto cose e’ ormai “troppo tardi” e renderli fruibili e comprensibili a quanti hanno dimenticato e ai molti che non hanno mai conosciuto la tradizione alpina. Nasce anche con questi scopi l’Associazione “Video Archivio Mestieri della Montagna” o piu’ brevemente “VAMM”. Nelle scorse settimane alla sede della Provincia e’ stata ufficialmente presentata. Costituita da tre soci: le province di Torino e di Trento e l’Associazione Arealpina, il Vamm ha come scopo il reperimento, l’archiviazione e la diffusione di meteriali video (esistenti o da realizzare ex novo) relativi alle piu’ disparate lavorazioni artigianali tradizionali delle aree alpine europee. Sono in corso contatti per allargare l’associazione a nuove province con l’intento di avviare un’estensione che preveda il raggiungimento di tutto l’arco alpino ed appenninico e i versanti d’oltralpe. Con questo tipo di iniziativa potrebbe aprirsi verso una cultura europea della montagna, vero, grande traguardo finale dell’operazione. “Quello della montagna dice l’assessore alla cultura della Provincia Valter Giuliano – e’ un mondo delicato sotto molti punti di vista: in particolare le sue espressioni culturali, variegate ed originali, sono messe in pericolo da quelle dominanti della pianura e soprattutto delle citta’. non si puo’ permettere, quindi, che vengano dimenticate e irrimediabilmente perdute tecniche di lavorazione che hanno perdurato per secoli per la sola ragione che non sono tecnologicamente avanzate, economicamente compatibili e culturalmente omologate”. Un passo importante che non deve rimanere sulla carta. Gli ecomusei che in questi anni si stanno creando devono rispecchiare anche questa filosofia interattiva. Per molti anziani vedere un oggetto in mostra puo’ rievocare ricordi tramandati dalla fanciullezza, per la maggior parte dei visitatori non significa nulla. Per questo occorre, anche a costo di ritrovare “lassu’ gli Ultimi” (parafrasando il titolo di un famoso libro) che abbiano la voglia di rinverdire mestieri lontani. Un museo in questa era tecnologica fatta di immagini non deve essere statico, ma dinamico, deve essere inserito in un contesto video che ne illustri la funzione. Antichi mestieri alpini, molti dei quali quasi scomparsi: chiodatoli, serraioli, battipietra, l’arte di piazzare le coperture dei tetti in pietra (losa), la realizzazione dei “campanacci” sfoggiati con orgoglio nella transumanza e mille altre cose. Ora si tentera’ di recuperare tutto questo ed e’ sicuramente positivo. La “freddezza” dello schermo non riuscira’ putroppo a restituire la cultura, l’aggregazione, il senso di comunita’ e la fatica di queste popolazioni perdute nell’oblio.
TORINO – I sentieri del Piemonte sono un patrimonio naturalistico che, con il ritorno di valori quali il recupero dell’ identita’ culturale di un territorio, merita di essere protetto e potenziato. Messi in fila questo intreccio di sentieri e mulattiere formerebbero un filo lungo 20 mila chilometri. Piste, stradine e mulattiere, che per secoli sono state l’ unica garanzia di comunicazione per chi viveva in montagna, oggi sono infrastrutture indispensabili tanto per la fruizione turistica delle vallate alpine quanto per la manutenzione dell’ ambiente. La giunta regionale sta destinando notevoli risorse sullo sviluppo dell’ escursionismo, e, in questo ambito, a dicembre ha approvato un nuovo modello di segnaletica, unificandola a livello piemontese e avvicinandola alla simbologia nazionale adottata dal Club Alpino Italiano nel 1999. Funzionalita’, chiarezza, semplicita’ e immediatezza hanno accompagnato la stesura del progetto: concetti essenziali, per evitare di confondere il gitante e di far perdere tempo prezioso agli addetti ai lavori. La nuova segnaletica e’ di due tipi: la VERTICALE (la principale), con frecce e cartelli fissati ad appositi sostegni piantati nel terreno, e la ORIZZONTALE (secondaria o intermedia), posizionata al suolo. La prima e’ articolata in dieci tipi di ”tabelle” di grandezza e di colore variabile: tabellone di insieme (vi sono tutti gli itinerari della zona, con cenni storici, geografici e ambientali), tabella segnavia (con direzione e tempo indicativo), tabella segnavia per itinerari di lunga percorrenza, tabella di localita’ (con il nome del posto in cui ci si trova), tabella ”rispetta la natura – segui il sentiero” (in prossimita’ di scorciatoie), tabella ”sentiero per escursionisti esperti”), tabella ”sentiero tematico” (naturalistico, storico, geologico ecc.), tabella ”sentiero adatto anche per uso ciclistico e/o equestre”, tabella per ”via ferrata o sentiero attrezzato impegnativo”. La segnaletica orizzontale e’ quella tradizionalmente collocata al suolo, su tronchi e sassi, per indicare la continuita’ di un sentiero precedentemente indicato. Adesso verra’ standardizzata in questo modo: segnavia rosso-bianco-rosso (con numero in nero inserito nel bianco) in prossimita’ di bivi e punti significativi; segnavia bianco-rosso, ad ogni 5/10 minuti di cammino o, se necessario, anche meno; segnale di presenza d’ acqua (scritte nere su fondo rosso) vicino a una sorgente; picchetto segnavia in legno con sommita’ dipinta in bianco e rosso, per indicare la continuita’ del sentiero su prati, pascoli e terreni aperti; ometto di pietre, per indicare la continuita’ del sentiero su terreni aperti in alta montagna. A proporre questa svolta sono stati gli assessorati alla montagna e al turismo. La nuova segnaletica verra’ adottata gradualmente. Nelle aree gia’ soggette a tutela naturalistica da parte dello Stato o della Regione, le disposizioni dovranno essere adottate a integrazione e supporto della segnaletica preesistente. L’ assessore regionale alla montagna, Roberto Vaglio, ricorda che il Piemonte ha intrapreso numerose iniziative a favore dell’ escursionismo e dello sviluppo economico delle zone alpine, come ”il progetto del catasto dei sentieri, il finanziamento di azioni di manutenzione, la valorizzazione di itinerari transnazionali”. ”Questo tipo di turismo – sottolinea invece l’ assessore Ettore Racchelli – e’ uno dei filoni su cui stiamo puntando, assecondando una tendenza della domanda internazionale in crescita continua ormai da anni. Iniziative come l’ adeguamento della segnaletica, volte ad offrire una migliore fruizione del patrimonio naturalistico e paesaggistico, vanno quindi a rafforzare e arricchire il grande impegno della Regione per la riqualificazione turistica dell’ intero territorio”.
VIU’ – Una palestra di roccia nella frazione Mondezza di Viu’ in alta Val di Lanzo. E’ questo lo scopo di una delibera approvata ad inizio gennaio dalla Giunta della Provincia di Torino su iniziativa dell’assessore allo Sport e Turismo, Silvana Accostato. La cittadina dell’alta Val di Lanzo ricevera’ 130 mila euro per realizzare un’area attrezzata destinata all’arrampicata sportiva. L’allestimento di una palestra all’aperto, specifica per l’arrampicata, risponde perfettamente alle esigenze dei molti free-climbers che hanno eletto da anni Viu’ e le zone limitrofe come meta abitudinaria per gli allenamenti. Basti pensare al settore Balme della frazione Tornetti, dove sono stati tracciati decine di itinerari e e’ gia’ stata oggetto di meeting di arrampicata, la zona di Usseglio e altre palestre viucesi, come nella zona di Richiaglio. Una prospettiva interessante la vallata che vedrebbe all’opera i climbers a circa 750 metri di altitudine con la possibilita’ di usufruire della nuova struttura per buona parte dell’anno.Con l’impianto di Viu’ si andrebbe in qualche modo a sopperire alla prossima chiusura della palestra di roccia coperta del Palavela, in fase di ristrutturazione per i giochi olimpici del 2006. La “storica” palestra torinese al coperta e’ stata la prima in Italia ed ha consentito a molti appassionati di affrontare il primo impatto con la roccia.
anno 2002
Un Pinocchio, scolpito nel legno, da guinnes dei primati, e’ stata la mascotte della della Fiera di San Martino” a Viu’ (TO), dal 6 al 10 novembre. La scultura del famoso burattino e’ stata realizzata dall’artigiano del legno Silvano Rocchietti della frazione Oldri’ di Viu’. Il pinocchio del Geppetto valligiano e’ realizzato con un unico tronco di pioppo antico proveniente da Nole C.se (TO). Alto 6 metri e 54 centimetri e’ un burattino che, rispetto all’originale di Collodi, porta sulle spalle una cartella in legno a simboleggiare la passata scolastica abitudine dei montanari.
Oltre 300 persone hanno partecipato, sabato 21 settembre, all’inaugurazione della ricostruita cappella al Colle della Cialmetta ubicata tra Mezzenile e Viù. A tempo di record, grazie al lavoro degli alpini dei gruppi Ana di Mezzenile, Pugnetto, Traves, Viu’, in soli due anni la cappella di San Michele Arcangelo è tornata a “rivivere” con l’aggiunta anche di due piccoli ricoveri di emergenza. Infatti, in passato, il colle della Cialmetta, costitui’ un frequentato passaggio di uomini, merci e animali tra la Val di Viù e il resto delle Valli di Lanzo. Proprio per non abbandonare e non dimenticare un luogo ricco di storia e di ricordi, nel 1999, dopo ben 45 anni dall’ultima festa (1954) si tenne un incontro durante il quale, per iniziativa della Società Storica delle Valli di Lanzo si lancio’ la proposta della ristrutturazione. Essa è stata possibile grazie ai contributi di Regione Piemonte, Comuni di Mezzenile, Traves, Viù, Enel ma soprattutto grazie al faticoso lavoro degli alpini che hanno volontariamente messo a disposizione il loro tempo, la loro forza ed il loro caparbio lavoro. Tutto cio’ ha reso possibile e realizzabile la cerimonia ufficiale dell’inaugurazione della cappella ritornata al suo antico splendore. In presenza di autorita’ e rappresentanti delle varie associazioni, dopo i discorsi di rito e la santa Messa, e’ stato servito un tipico pranzo a base di “bruera di patate”, toma di Lanzo, salamini, torcetti e vino, preparato e curato sempre dagli instancabili alpini che hanno fornito anche l’accompagnamento musicale.
Una splendida giornata di sole estivo ha fatto da cornice alla tradizionale Festa di San Bartolomeo, domenica 7 luglio, alla Borgata Asciutti di Viu’. Numerosissime le persone presenti che hanno potuto trascorrere ore molto piacevoli allietate da un’ottima polentata con un sottofondo di musiche e danze franco-provenzali. La buona organizzazione dell’evento non ha neppure trascurato la malaugurata ipotesi di un acquazzone attrezzandosi con un telone. Il ricavato della festa, cosi’ come negli scorsi anni, servira’ a proseguire il restauro della cappella dedicata appunto a San Bartolomeo: la scrostatura dell’intonaco esterno, sulla facciata, ha rivelato un certosino lavoro in pietra che verra’ recuperato, rendendolo nuovamente visibile, grazie ai lavori di ristrutturazione. In questo modo in poco tempo la piccola chiesetta degli Asciutti tornera’ nuovamente ad essere un piccolo gioiello incastonato fra i verdi pascoli alpini.
“Ai Tornetti in punta di piedi” è il titolo di un libro pubblicato lo scorso mese di luglio, che permette di conoscere l’”amena conca della frazione Tornetti di Viù in Val di Lanzo. Scritto da Toni Farina il volume si avvale dei contributi specialistici di Claudio Santacroce “i Tornetti di un tempo”, Aldo Chiariglione “flora e fauna”, Anna Maria Fornelli “geologia”, Paola Pallo per “arrampicata sportiva”. La pubblicazione “tocca” e tratta ogni possibile aspetto ed approccio della vallata dei Tornetti, ampia ed aperta al sole: dagli itinerari escursionistici, alle traversate a piedi, dai percorsi in mountain bike all’arrampicata sportiva nella falesia delle Balme, dallo sci alpinismo allo sci da fondo escursionistico. A corredare i testi e dare quindi un’idea della bellezza del posto sono inserite, nel libro, bellissime fotografie a colori che illustrano al meglio anche gli itinerari “in punta di piedi”e inquadrano la frazione nel suo maestoso contesto ad anfiteatro. Toni Farina “Ai Tornetti in punta di piedi” Garbolino Editore. Euro 22,00.
Nell’agosto 2001 l’Associazione Amici dei Tornetti ha compiuto trent’anni. L’Associazione si occupa di organizzare manifestazione e iniziative durante il periodo estivo per i villeggianti dei Tornetti.
 
 
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